Indy 500 e Indylights 100 2020

Sabato 9 maggio si è corsa la 500 Miglia di Indianapolis by E-Racing Series su rFactor 2. Il week-end di gara, che si è svolto su due giorni, comprendeva sia la classica Indianapolis 500, che la sua sorella minore, l’IndyLights 100. Mettersi al volante in un evento così peculiare per il SimRacing italiano è sempre una sfida, ma Strato Racing si è messa in pista in entrambe le categorie, con Guglielmo Matti e Paride Di Vico rispettivamente.

 

Testa-coda, ma è solo l’inizio…

L’evento si apre con le qualifiche delle IndyLights: vetture meno sviluppate aerodinamicamente, ma comunque in grado di sfrecciare a ridosso dei 300 km/h fra i muretti dell’ovale dell’Indiana. Di Vico fa subito vedere la sua velocità e si guadagna la partenza al palo. Arriva quindi il turno delle Indycar vere e proprie. Qui le velocità si alzano a livelli sovrumani e la concentrazione richiesta è massima. Purtroppo però è una giornata difficile per Matti che, non in perfetta forma, sbatte durante il primo giro di qualifica e sarà quindi costretto a partire addirittura dalla trentacinquesima posizione. Ma Indy è ben più della velocità pura del sabato, e una gestione di gara intelligente può davvero fare la differenza.

Arriviamo quindi al giorno di gara: situazioni e umori opposti per i due alfieri Strato Racing. Paride Di Vico ha dimostrato di essere tra i top driver dello schieramento, e spera in una gara lineare che possa permettere al suo passo di esprimersi al meglio. Guglielmo Matti invece è alle prese con problemi di setup, e la sfortunata qualifica non ha aiutato il nostro, che sembra rassegnato a dover limitare i danni. Ma come abbiamo detto, questa è la Indy500, e nei 200 giri della gara può succedere di tutto. Colpi di scena, safety car, e spettacolari incidenti sono assicurati. Specie nella prima metà di gara, prudenza è la parola d’ordine.

 

Furia cieca in IndyLight

Prudenza è ciò in cui avrebbe sperato Di Vico, ma la sua corsa è decisamente più breve (soli 40 giri), sullo schieramento di partenza han tutti voglia di assaggiare il sapore della leadership. Subito infatti arriva la prima Caution, con la Safety Car che ricompatta il gruppo. Alla ripartenza Di Vico è risucchiato dalla scia che offre ai suoi rivali ed è costretto ad iniziare una serie di difese a causa delle quali però non riesce a prendere margine, ma almeno si tiene fuori dalla pancia del gruppo. Dietro infatti la densità di vetture che si sorpassano e risorpassano, aprendosi spesso in ventagli three-wide, merita un gergo ciclistico per essere descritta. Presto però anche il nostro pilota finisce risucchiato nella lotta, e proprio al primo giro dentro al gruppo arriva l’episodio che decide la sua gara. Un contatto in entrata di curva uno lancia il pilota Strato contro il muretto esterno cappottandosi più volte. Nella carambola sono coinvolti molti piloti, ma le conseguenze peggiori sono sofferte proprio dal nostro Paride. La sua macchina fa fatica anche solo a riprendere la marcia, ma decide comunque di provare a tornare ai box. Purtroppo i danni sono ingenti e gli fanno perdere ben 5 giri, ricacciandolo in fondo alla classifica e senza possibilità di recupero. La gara purtroppo è andata, ma il nostro alfiere decide che la classica americana va comunque onorata, e riprende la marcia per terminare nono al traguardo, in una gara caratterizzata da molte altre caution e incidenti spettacolari.

Non era il risultato in cui speravamo, ma è stata una gara ad eliminazione, nella quale chi si è trovato di volta in volta nei gruppetti più folti ha sempre fatto fatica ad uscirne indenne. Onore comunque a Paride che ha voluto portare fino in fondo la sua corsa.

 

Storm through the field!

Si passa quindi all’evento clou di questo weekend di gare: la spettacolare Indy500. Qui l’inizio di gara è più regolare e i piloti si mostrano più prudenti nell’affrontare le temute pieghe dell’ovale americano. Passano trenta giri senza Caution, in cui Matti si è ben districato nei convulsi bassifondi del gruppo recuperando già quattordici posizioni. Ed eccola la prima entrata della Safety Car, al 33° giro. Da questo momento la vettura di sicurezza farà il suo ingresso altre sette volte nel corso della gara, ma mai Matti sarà protagonista in una di esse. È infatti una rimonta silenziosa la sua, fatta di di intelligenza ma anche di ritmo. Se è vero che a ogni neutralizzazione guadagna posizioni, poi è bravo nel mantenerle quando la gara si riaccende. Al 50° giro è quindicesimo, e al giro di boa è già in top ten. Non passa molto che anche in chat e in telecronaca si accorgono della sua rimonta. Al 191° giro esce di scena per l’ultima volta la vettura di sicurezza, e Guglielmo nel frattempo è immancabilmente risalito ancora. Adesso è sesto, col podio in vista, ma da ora in poi conterà solo la velocità. E da pilota d’esperienza qual è, Matti sa che questo è il momento di sfoderare tutte le sue armi: al primo giro disponibile chiude un fantastico doppio sorpasso dall’esterno in ingresso di curva 3 su Edo e Caneo ed ora è addirittura terzo. È una storia a lieto fine quella che si sta concretizzando per il veterano Strato, e il tifo è tutto per lui. Ma Guglielmo non si accontenta e va a chiudere il gap su Molle per la seconda posizione, mostrando un ritmo che legittima la sua posizione in classifica. Il pilota Strato Racing mette grande pressione al rivale, ma alla fine, complice anche un po’ di traffico, è costretto ad “accontentarsi”, se così si può dire, del terzo gradino del podio.

Al termine di una maratona estenuante, la Strato Racing porta a casa un fantastico podio nella gara più difficile, grazie ad una prestazione sopraffina di Guglielmo Matti, che ha dimostrato tutta la sua esperienza nel tenersi lontano dai guai nel risalire silenziosamente il gruppo, e tutto il suo cuore nella parte finale di gara, quando ha mostrato tutta la sua velocità nell’agguantare un incredibile podio.

Sembrava una giornata da dimenticare per noi, ma il risultato finale ha ripagato abbondantemente gli sforzi e la perseveranza profusi dai nostri simdrivers, e alla fine il team può festeggiare una grande prestazione e un ottimo risultato. Forza Strato.

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